La dura competizione nelle scuole coreane

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La Corea del Sud è uno dei paesi più sviluppati al mondo e la sua reputazione nel campo tecnologico la precede. Basti pensare a famosi marchi come Samsung e LG o all’ascesa della musica K-pop che è conosciuta ormai anche fuori dal territorio nazionale. La temibile competizione nelle scuole coreane potrebbe essere uno dei motivi?

Il miracolo coreano

miracolo Coreano
Il miracolo coreano, edizioni Il Milino

Esistono diversi studi che hanno cercato di analizzare le ragioni del “miracolo coreano” e una parte di queste attribuisce il successo al sistema scolastico. Secondo il PISA, il “Programma per la valutazione internazionale dello studente”, la Corea risulta ai primi posti al mondo nel campo matematico e scientifico, dietro soltanto a Singapore, Hong Kong, Taipei e Giappone.

È stato proprio grazie alla grande performance degli adolescenti che i ricercatori hanno iniziato a mostrare interesse al loro sistema scolastico.

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Cerimonia di laurea in una università coreana

Il sistema educativo coreano

Come tante istituzioni, anche il sistema educativo coreano è stato influenzato dalla Cina e in particolar modo dal confucianesimo. Nonostante siano passati migliaia di anni dalla nascita di Confucio, i suoi valori sono ancora presenti nella società odierna. Si pensi per esempio alla figura dell’insegnante, considerato un maestro insindacabile, o al ruolo dello studio che per regola deve sempre essere intenso e continuo. Anche se Confucio probabilmente non voleva far dello studio l’unica ragione di vita, questo è stato il concetto che si è radicato nelle scuole coreane. Gli impegni scolastici spesso sono così numerosi che tanti adolescenti si ritrovano a vivere un’esistenza da reclusi, soprattutto negli ultimi anni di scuola superiore.

È proprio analizzando questo punto che si inizia a intravedere il rovescio della medaglia, scoprendo un sistema educativo che mette a dura prova la vita dei giovani coreani.

Come era stato detto all’inizio, lo sviluppo della Corea si è basato sul successo di diverse imprese e di persone che si sono impegnate fino alla fine per poter coronare i loro sogni. Ciò non ha fatto che alimentare l’idea che ogni singolo coreano debba mettere anima e corpo nel proprio lavoro perché solo così si avrà “successo” nella vita.

studentessa in classe in Corea
La vita degli studenti in Asia è dura, soprattutto in Giappone e Corea del Sud

La dura vita degli studenti

Qual è l’obiettivo a cui devono ambire gli studenti? Sicuramente questo sarà il superamento del “Suneung”, il temuto esame d’ingresso per le università. Non si tratta di un semplice esame, ma di una vera e propria fase di vita che può determinare il successo o l’insuccesso di un coreano.

Perchè è così importante? Perchè la Corea è un paese che cerca sempre di puntare al meglio e oltre. Chi ottiene i migliori punteggi può entrare in una buona università e avere l’assicurazione di trovare un buon lavoro, mentre chi si ritrova con i voti nella media o peggio viene classificato come “un fallito”. Ovviamente i coreani che si ritrovano in questa categoria riescono lo stesso a condurre una vita dignitosa, ma alle volte il senso di scoraggiamento è così forte che molti cadono nella depressione e pensano di non essere all’altezza degli altri.

Per cercare di evitare questa situazione gli insegnanti e la famiglia impongono agli studenti ritmi di studio serrati, soprattutto negli ultimi anni delle scuole superiori. A questi ragazzi non solo viene chiesto di studiare nelle normali ore scolastiche, ma alla fine di queste sono spesso avviati a fare lezioni di “rinforzo” in alcuni istituti privati.

competizione nelle scuole coreane
Lezioni supplementari per gli studenti coreani

Lo studio negli “hagwon”

La parola “hagwon” rappresenta un incubo per molti coreani e infatti è proprio il termine che indica questo tipo di istituti. Sebbene non siano obbligatori, quasi tutti gli studenti li frequentano subito dopo la scuola nella speranza di essere più preparati all’esame di maturità.

Lo studio in effetti è tosto.

Gli studenti non possono concedersi attimi di pausa perché sanno che gli insegnanti hanno alte aspettative nei loro confronti. Le lezioni si protraggono fino a tardi e nel peggiore dei casi anche fino alle 11 di sera. Lo stesso governo coreano riconosce che questi orari sono disumani e cerca di effettuare controlli per evitare che gli istituti operino oltre una certa ora. Tuttavia, nonostante gli sforzi, il concetto di studio continuo è ancora molto radicato nella società e gli hagwon trovano spesso dei modi per raggirare i regolamenti.

Anche gli studenti che riescono a finire prima le lezioni non possono rilassarsi. Devono completare l’enorme quantità di compiti assegnategli, il che significa altre ore di studio fino a mezzanotte o oltre, finché non riprenderanno la stessa routine alle sei o sette di mattina del giorno dopo.

In Corea esiste un detto inquietante: se dormi tre ore al giorno potrai riuscire a entrare in una delle SKY (le tre migliori università coreane), se dormi quattro ore potrai riuscire ad andare all’università, se dormi cinque ore non andrai all’università.

Non c’è frase migliore per descrivere l’enorme pressione provata dagli studenti. Quel che è peggio è che questo stress non deriva solo dalla scuola, ma anche dalla stessa famiglia. I genitori hanno alte aspettative nei confronti dei propri figli e considerano il duro sistema di studio la normalità, molto spesso perché ci sono passati anche loro e la vedono come l’unica via verso il successo.

È vero che alcuni studenti coreani accettano questo stile di vita e riescono ad entrare nelle più prestigiose università del paese, ma il prezzo da pagare è alto. La mancanza di ore di riposo, la difficoltà nel trovare il tempo da trascorrere con gli amici e dedicarsi alle proprie passioni, a cui si aggiungono le aspettative della famiglia e della scuola, sono delle condizioni che possono rivelarsi insostenibili.

Lo studio in Corea del Sud
Lo studio può diventare un momento di stress

Le conseguenze della competizione nelle scuole coreane

Il suicidio fra i giovani rappresenta un grosso problema per la società. Nel 2010 sono stati 146 gli studenti che si sono tolti la vita, il tasso di suicidi più alti dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico). È una situazione inquietante perché gli studenti si sentono abbandonati e pensano che il suicidio sia l’unica soluzione per non rovinare la reputazione della famiglia.

Negli ultimi anni si sta cercando di cambiare questa realtà. Alcuni volontari con l’aiuto di insegnanti e psicologi hanno aperto dei centri per aiutare gli studenti che faticano a sopravvivere nella società. Gli viene concesso tempo per parlare dei loro problemi senza essere giudicati e gli viene data la possibilità di dedicarsi ad attività ricreative. Questi volontari cercano di cambiare la mentalità delle persone, soprattutto delle famiglie, spiegando che lo studio intenso non è l’unica soluzione. Ovviamente la strada è ancora lunga e gli hagwon continueranno ancora a esistere, ma si spera che con le nuove iniziative del governo il sistema scolastico potrà diventare più umano e valorizzare gli studenti senza spingerli al limite.

Fonti per la competizione nelle scuole coreane

Scuola coreana: educazione e dolore, Haneul Corea
Corea del sud: istruzione superiore di qualità ma molto esigente verso gli studenti di Elena Cersosimo, Universitas: studi e documentazione di vita universitaria
Lavoro in Corea del Sud

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