La situazione uigura in Cina

situazione uigura in Cina

chi sono gli uiguri?

Gli uiguri sono un’etnia turcofona di religione islamica che vive nel nord-ovest della Cina, soprattutto nella regione autonoma dello Xinjiang, insieme ai cinesi Han. Gli uiguri costituiscono la maggioranza relativa della popolazione della regione. La situazione uigura in Cina sta avendo un’eco a livello mondiale, che non piace molto alla Cina.

Dal 2001 il governo cinese ha deciso di intensificare la repressione verso diversi movimenti indipendentisti come quello degli Uiguri, che si allontanano dall’etnia Han (etnia cinese per eccellenza) per tradizioni e religione.
Nel 2009 una manifestazione messa in atto dagli uiguri ha provocato una dura repressione da parte del governo cinese e negli anni seguenti la minoranza ha subito sempre più attacchi da parte delle autorità cinesi.

il video su tik tok che ha fatto il giro del mondo

La situazione degli uiguri è diventata sempre più sensibile al mondo occidentale dopo che una ragazza americana nel 2018 ha finto di fare un tutorial di makeup su Tik Tok per denunciare la situazione di repressione in Cina ai danni della minoranza degli uiguri. La ragazza aveva inoltre affermato che il problema era già conosciuto dalle Nazioni Unite che in realtà non erano riuscite a fermare la repressione.

Ciò che è stato messo alla luce è che più di 1,8 milioni di uiguri sono stati rinchiusi in centri di “rieducazione” o meglio chiamati dal mondo occidentale campi di “concentramento”.
Questi campi sono destinati a “musulmani ribelli”, anche se da diversi racconti gli uiguri possono essere arrestati anche per motivi futili come ricerche particolari fatte sul web, avere il Corano, non mangiare carne di maiale.  Dove vengono sottoposti alla rieducazione attraverso lavoro (forzato).

Attualmente, le attività svolte dai detenuti in questi campi sembrano concentrarsi sullo studio della propaganda comunista e la ripetizione di slogan in supporto del presidente Xi. Ad oggi, la principale fonte di informazioni sui campi rimangono le testimonianze dei cittadini kazaki residenti nello Xinjiang che, a seguito di incontri diplomatici tra esponenti dei ministeri degli esteri kazako e cinese nell’aprile 2018, sono stati rimpatriati in Kazakistan.
Dentro i campi gli uiguri, secondo altre testimonianze, dovrebbero rinnegare la loro religione ed elogiare il Partito Comunista, agire contro la religione musulmana, smettendo di pregare e mangiando il maiale.
Si tratta di una repressione dei diritti umani vera e propria.

situazione uigura in Cina
La stampa mondiale si occupa dei diritti umani in Cina
ilham thoti

Ilham Thoti è un economista uiguro impegnato nella lotta pacifica per i diritti della minoranza uigura in Cina, che nel 2019 ha vinto il Premio Sakharov per la libertà di pensiero. L’economista esprime profonda preoccupazione dinanzi alle segnalazioni concernenti atti commessi dalle autorità cinesi nei confronti degli uiguri residenti all’estero al fine di indurli a rivelare informazioni su altri uiguri, a fare ritorno nello Xinjiang o a non parlare della situazione in tale regione, talvolta ricorrendo alla detenzione dei loro familiari.

Inoltre ha sollecitato la Commissione Europea e tutti gli Stati membri a indagare con urgenza su tali segnalazioni, a prendere misure specifiche per garantire che i membri della diaspora dello Xinjiang siano protetti nei loro Paesi rispettivi e ad accelerare il trattamento delle richieste di asilo presentate dagli uiguri e da altri musulmani di origine turca. Infine, accoglie con favore la decisione di alcuni Stati membri di sospendere il ritorno in Cina di tutte le persone di etnia uigura e kazaka, o di altri musulmani di origine turca, in considerazione del rischio di detenzione arbitraria, tortura o altri maltrattamenti, e invita tutti gli altri Stati membri a seguire tale esempio.

mondo vs cina

Negli ultimi mesi si sente sempre più parlare di questa minoranza etnica, l’Europa e l’America hanno sollevato diverse questioni riguardo il trattamento cinese degli uiguri, considerato dagli americani un vero e proprio genocidio.
Nell’ultima settimana di Marzo Bruxelles ha varato contro Pechino le prime sanzioni dai tempi del massacro di piazza Tiananmen nel 1989, è stata una decisione forte data la crescita esponenziale della Cina e il suo peso nell’economia internazionale. Tali sanzioni sono state inoltre per la prima volta coordinate con gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e il Canada. La risposta di Pechino è stata immediata e forte, ha chiesto come aveva già fatto durante l’incontro con gli USA in Alaska di smettere di interferire nei suoi affari interni. A sua volta ha imposto sanzioni a dieci cittadini europei, tra europarlamentari e studiosi, nove britannici, due americani e un canadese, oltre a nove organizzazioni che studiano la Cina e il suo costante abuso dei diritti umani.

minoranza uigura in Cina
Rapporti tesi tra Cina e resto del mondo
cina vs brand occidentali

Inoltre dopo le sanzioni Europee nei confronti della Cina, la TV di Stato cinese ha fatto partire una campagna di boicottaggio nei confronti del marchio di abbigliamento H&M.
Il motivo apparente sarebbe stato una vecchia dichiarazione dell’azienda svedese del 2020 in cui affermava di non voler più acquistare il cotone proveniente dallo Xinjiang perché era venuta a conoscenza dello sfruttamento degli Uiguri sottoposti a lavori forzati nei cotonifici. Per gli stessi motivi la Cina ha attaccato altri brand occidentali come Burberry, Adidas e Nike.
Molte celebrità cinesi hanno chiuso i contratti con le aziende e le azioni di questi brand sono crollate in borsa a Wall Street.

La Cina nega ogni abuso e ha risposto incoraggiando il boicottaggio contro tali aziende.

fonti situazione uigura in Cina

ISPI online: La questione uigura nello Xinjiang di Giulia Sciorati
Espresso Repubblica: La repressione degli uiguri di Federica Bianchi
Parlamento Europeo: Documento ufficiale
Start Magazine: Perché in Cina aggrediscono H&M, Burberry, Adidas e Nike? di Chiara Rossi

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