Ormai è da alcuni anni che la Cina sta tentando di introdurre l’uso estensivo della tecnologia e dell’innovazione all’interno dei tribunali. Un tentativo che può essere collocato a partire dal 1996 (anno in cui la Corte Suprema del popolo annunciò il progetto di costituire un network di informazione computerizzata che andasse ad includere tutti i tribunali esistenti in terra cinese). Tuttavia, un uso sistematico della tecnologia in ambito giudiziario cominciò a manifestarsi solo qualche anno dopo. L’intelligenza artificiale (AI) nei tribunali cinesi è tra le priorità per il settore giudiziario.
Nel 2019 il China judgments online era da considerarsi come il più grande database giudiziario al mondo.
“China has embarked on a somewhat determined path toward judicial transparency”.
prima fase: i processi giudiziari online
L’obiettivo principale di questa prima fase di una Cina tecnologica e armata di un’ampia trasparenza è quello di pubblicare online varie informazioni relative a processi giudiziari, rendendole facilmente accessibili a qualsiasi utente. Tutto questo per poter garantire maggiore trasparenza sull’operato dei tribunali e controllare in maniera più efficiente cosa avviene di fatto all’interno di essi.
Ciò che ha richiesto la Corte Suprema si traduce dunque in una maggiore trasparenza che certamente dovrebbe aumentare la fiducia della popolazione nel sistema giudiziario del Paese (uno stop alla corruzione dei giudici, un problema di sempre del sistema giudiziario cinese).
seconda fase: entrare in contatto con i tribunali in rete
Una seconda fase è caratterizzata da sistemi ben più interattivi. Per esempio, gli utenti possono avere la possibilità di entrare in contatto con i tribunali stessi, oppure possono usare la rete per poter interagire con i giudici, chiedere consulenze ad altri esperti legali e così via.
Ancora una volta vi è il tentativo di una maggiore trasparenza e di rendere più efficiente l’operato dei tribunali cinesi. Tuttavia, la tecnologia non viene ancora utilizzata e integrata nella vera e propria dinamica processuale.
terza fase: le corti intelligenti
La terza fase risulta caratterizzata dalle corti intelligenti 智慧法院 Zhìhuì fǎyuàn, ovvero un network di tribunali digitalizzati e interconnessi fra loro.
L’intelligenza artificiale nelle corti può aiutare e favorire alle diverse mansioni dello stesso campo come rapidità e comodità nello svolgimento dei processi, grazie al ricorso di sistemi di riconoscimento facciale, l’ammissione di prove in formato elettronico ecc.
La terza fase è iniziata nel 2015 con due progetti rispettivamente lanciati a Jilin e Zhejiang (e-court). Chiaramente poi formatesi anche nelle città più importanti in terra cinese quali Hangzhou, Pechino, Guangzhou, applicando il “processo online per controversie online”: TUTTE LE FASI DEL PROCEDIMENTO GIUDIZIARIO POSSONO ESSERE PORTATE AVANTI ONLINE.
le corti mobili
Oltre alle Internet Court dal marzo 2019, sono state introdotte in via sperimentale, in 12 città della Cina, le corti mobili 移动微法院 Yídòng wéi fǎyuàn (inizialmente introdotte a Ningbo e Yuyao) che permettono a utenti e giudici di svolgere attività varie via smartphone. Risulta possibile dunque condurre udienze da remoto e scambiare prove online (tutto questo tramite la conosciutissima app 微信 WeChat di Tencent).
Piano di sviluppo dell’intelligenza artificiale di nuova generazione
Il New generation artificial intelligence development plan (新一代人工智能发展规划 Xīn yīdài réngōng zhìnéng fāzhǎn guīhuà), del 2017, è un piano che è stato lanciato ancora una volta dalla Corte Suprema.
Nel luglio 2017, il Consiglio di Stato cinese ha pubblicato il “Piano di sviluppo dell’intelligenza artificiale di nuova generazione”, che delinea la strategia della Cina per costruire un’industria dell’IA domestica del valore di quasi 150 miliardi di dollari nei prossimi anni e per diventare la principale potenza dell’IA entro il 2030.
Questo ha segnato ufficialmente lo sviluppo del settore dell’IA come una priorità nazionale ed è stato incluso nella grande visione del presidente Xi Jinping per la Cina. Sebbene questa fosse la prima volta che l’IA veniva menzionata specificamente in un rapporto di lavoro del Partito Comunista Cinese, il sentimento è visto più in generale come una continuazione del tredicesimo piano quinquennale e del piano industriale guidato dallo stato “Made in China 2025”.
Progetto che persegue ancora scopi di controllo ed efficienza, tuttavia la Cina non è l’unico esempio di Paese che sta cercando di utilizzare sempre di più tecnologie sofisticate al fine di velocizzare i processi giudiziari. In questa gara per ambire al paese più tecnologico ritroviamo anche USA, Giappone, Regno Unito e alcuni stati dell’UE. Questi paesi hanno introdotto sistemi di AI nell’amministrazione della giustizia, tutti chiaramente con livelli di efficienza differenti. Certamente l’esperienza cinese può fornire grandissimi spunti di riflessione sull’utilizzo di queste nuovissime tecnologie giudiziarie.
La battaglia per il controllo dell’Intelligenza Artificiale più forte accelererà e la Cina ha un vantaggio in questo senso, che sarà ulteriormente ampliato. Questa volta saranno i paesi occidentali a dover recuperare e tentare in tutti i modi di raggiungere il colosso tecnologico cinese.
Fonti L’intelligenza artificiale (AI) nei tribunali cinesi
Harvard Law Review, Making Chinese Court Filings Public? Some Not-So-Foreign American Insights
NPC Observer, Recording & Review Pt. 8: “Same Life, Different Values”, Written by Dongyu Sun. Edited by Susan Finder and Changhao Wei. da https://supremepeoplescourtmonitor.com/
Future of Live, AI Policy
Mondo Cinese: Codice cinese, Xi e il governo della legge, v. 167, 27 novembre 2020, Fondazione Italia Cina. (Capitolo di Diego Todaro, Efficienza e controllo: l’uso della tecnologia nelle corti cinesi).





