Un concetto fondamentale che che sta alla base di molta della filosofia di tutto l’estremo oriente viene dal pensiero cinese: l’armonia. Concetto che è utile a comprendere meglio Corea del Sud e Giappone, e anche per capire e per inquadrare come si sta muovendo la Cina nel contesto internazionale, molto dinamico, che oggi la vede tra i protagonisti.
L’armonia è un valore insito nelle radici del pensiero filosofico e politico cinese, è essenziale capirlo per poter comprendere le dinamiche politiche attuali.
pensiero cinese: l’armonia e la sua conservazione
Armonia ( 和 hé) è un concetto che vede una relazione benefica e benevola tra più parti tra loro diverse. Troviamo il carattere nei Dialoghi di Confucio, in cui si sottolinea l’indipendenza della personalità e la convivenza pacifica di personalità individuali differenti. Affronteremo più avanti la questione del rito, di cui qui basta dire che era uno dei modi per permettere l’armonia tra le diverse persone. Per sua natura, perciò, l’armonia si pone in prospettiva relazionale, implica il coinvolgimento di più elementi. L’azione umana è perciò filtrata attraverso questo concetto, in cui la conservazione, piuttosto che la distruzione, viene a ricoprire un ruolo fondamentale.
La conservazione dell’armonia è fondamentale e non è solo un concetto etico-teorico. Se in un gruppo, che sia esso di lavoro o famigliare o la società tutta, l’armonia viene conservata, allora la situazione famigliare-lavorativa-sociale sarà prospera.

L’armonia di pensiero
Con tutto ciò che ne può derivare (dal complesso discorso del “salvarsi la faccia” all’espressione candida e indiretta di dissenso), ciò che interessa capire a noi è come questo concetto vada ad influenzare la sfera sociale. Il concetto di società (socialista) armoniosa (社会主义)和谐社会 introdotto nel 2004 sotto il governo di Hu Jintao allora va ad esprimersi come obiettivo da raggiungere: andare a creare una società in cui tutte le classi lavorative collaborassero così da, un giorno, ottenere un restringimento del gap economico presente tra esse, un gap venutosi a creare nel boom economico dei vent’anni precedenti. Il punto sempre presente in queste future operazioni è quello dell’armonia di pensiero. L’armonia non viene mai a mancare, né tra gli obiettivi, né tra quelli che possono essere letti come slogan. Ogni concetto presenta diversi utilizzi, e quello di armonia di pensiero sotto un certo punto di vista è stato associato a quello di censura.
Come ultimo punto fondamentale per vedere l’espressione del concetto di armonia e delle contraddizioni che crea a livello globale (di cui la propaganda fa grande uso), bisogna accennare ai piani che aveva Hu Jintao di estendere questa armonia al mondo intero. Questi piani si sono visti svolti in un parallelismo con l’esterno in cui ciò che non era cinese era disarmonia. Questa dicotomia tra male esterno e bene interno è chiaramente sfruttabile dalla propaganda, ma anche il presidente Xi Jinping ha più volte sottolineato come l’imperialismo straniero e la belligeranza giapponese del secolo precedente fossero impressi nella memoria cinese e come il governo cinese si impegni, al contrario, nello sviluppo armonioso verso il completamento del sogno cinese
Questo valore confuciano porta con sé tante contraddizioni, come abbiamo visto, e genera tanti discorsi che, se non analizzati tenendo a mente le radici di pensiero cinesi, è difficile comprendere.
Fonti
Anne Cheng, Storia del pensiero cinese, dalle origini allo studio del mistero, tr. Einaudi Editore, 1997.
Paolo Santangelo, storia del pensiero cinese, New Compton editori, 1995.
Adam Gridehoj, China and the pursuit of Harmony in World Politics, Routledge, 2021.
Ventesimo Congresso del Partito Comunista cinese di Paolo Nordera


