Le origini dei fuochi d’artificio

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I fuochi d’artificio sono uno dei punti d’incontro tra la cultura cinese e quella italiana. Infatti la storia delle origini dei fuochi d’artificio inizia in Oriente ma la loro evoluzione si deve ad un lavoro a quattro mani tra i due paesi. Un lavoro che ha trovato sviluppo enorme, a partire dai vicini Corea del Sud e Giappone dove i festival con fuochi d’artificio sono tra i più spettacolari al mondo.

L’origine dei fuochi d’artificio

Per centinaia di anni gli alchimisti cinesi hanno testato sostanze di origine vegetale, animale e minerale nella ricerca dell’elisir magico di lunga vita. Durante il regno della dinastia Tang (800 d.C.), un alchimista scoprì che mescolando quantità di carbone, salnitro e zolfo, si ottiene una sostanza che, se riscaldata, potreva esplodere.

Certamente non garantiva l’immortalità, ma questo esperimento non fu un completo fallimento. Per la prima volta, il mondo ha assistito alla creazione della polvere da sparo . Molte storie scritte in Occidente riportano che la polvere da sparo veniva usata solo in Cina per la creazione di giochi di prestigio e fuochi d’artificio.

Spettacolo pirotecnico a Shanghai
Spettacolo pirotecnico a Shanghai

Sicuramente questo non corrispondeva al vero. Inizialmente, “polvere di fuoco” 火藥 era usata per le festività cinesi tradizionali e i matrimoni. Compressa in un tubo, permetteva di ottenere diversi tipi di giochi pirotecnici. Ci vollero solo pochi anni e il suo uso si estese alla tecnologia bellica. Infatti, durante gli anni della dinastia Song l’uso della polvere da sparo per scopi militari si sviluppò ampiamente fino a costruire rudimentali cannoni, mine anti-uomo e frecce usate come razzi esplosivi.

l’arrivo in europa

Temendo che il segreto della polvere da sparo sarebbe trapelato oltre i confini dell’impero, i Song nel 1076 vietarono la vendita del salnitro all’estero. Tuttavia le voci sull’esistenza di una sostanza così prodigiosa attraversarono la via della seta in India e, infine, in Europa.

Si ritiene che lo stesso Marco Polo trovò la “polvere di fuoco” in Medio Oriente e la portò con sé a Venezia. In Europa nel 1267 viene segnalata per la prima volta l’esistenza della polvere da sparo e la prima delle ormai note polveri esplosive risale al 1280.

lo sviluppo dell’arte pirotecnica

Inizia un periodo di sperimentazioni in Italia, che porta all’invenzione dei primi razzi che sparati in aria potevano esplodere in cascate di colori in grado di illuminare la notte e meravigliare intere città. Spesso usata per cerimonie religiose o importanti anniversari civili, la pirotecnica incantava grandi e piccini.

La Pirotechnia di Vanoccio Biringuccio, nato a Siena nel 1480, è il primo trattato che si occupa di tecnica pirotecnica al mondo. Proprio l’epoca rinascimentale rappresentò per la pirotecnica un periodo di grande fermento, tanto da poter parlare di «arte» dedita alla realizzazione di fuochi e giochi d’artificio.

Firenze divenne la capostipite dell’attività pirotecnica in Italia, seguita più tardi da Roma e Bologna, città nelle quali si costituirono delle vere e proprie scuole. Firenze diede avvio alla consolidata e plurisecolare tradizione pirotecnica italiana, con i festeggiamenti per la conquista del Santo Sepolcro durante la prima crociata. 

Roma si caratterizzò per una significativa attività nei «fuochi di gioia e di allegrezza», che trovò nel periodo barocco la massima espressione. Si svilupparono i «fuochi alla romana» ossia involucri riempiti di polvere di lancio e stelle, in grado di lanciare una serie di getti luminosi, simili alle girandole.

Nel 1863 viene fondata la Società Pirotecnica Italiana, la quale si mette presto in contatto con la sua corrispondente cinese e con la quale intrattiene numerosi scambi. Infatti, artigiani italiani e cinesi si sono spesso incontrati per studiare insieme e perfezionare le loro tecniche pirotecniche, imparando gli uni dagli altri.

Fonti sulle origini dei fuochi d’artificio

Dott. Fabio Lodo, Fabio Lodo, Dove nascono i fuochi d’artificio?
Guida PirotecnicaIn giro per l’Italia tra fuochi e spettacoli pirotecnici, Maria Paola Urso, 2007, UPM Editore
Il capodanno cinese di Federica Crepaz
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