Qual è la lingua più difficile del mondo? Ci sarà capitato più volte di sentire questa domanda. Nel mondo ci sono tante lingue straniere che potrebbero ambire a questo titolo e di sicuro ci sarà qualcuno che proporrà la lingua cinese. Parlare e scrivere la lingua cinese: è difficile o ci si può arrivare?

Il cinese: la lingua più difficile del mondo?
Questa lingua ha sempre avuto la fama di essere piuttosto ostica a causa del suo sistema di scrittura che contiene 56 mila caratteri (considerando anche quelli antichi e poco utilizzati). In realtà per poter comunicare a livello madrelingua servono circa tremila caratteri, ma anche questa prospettiva può risultare demoralizzante per gli aspiranti studiosi. L’idea di dover memorizzare continuamente caratteri e di dover imparare i quattro toni (elementi che possono cambiare il significato della parola a seconda dell’intonazione) fa pensare che la lingua cinese non sia per tutti.
Ma è davvero così?
È vero che i caratteri e i toni sono degli ostacoli che richiedono il loro tempo per essere superati, tuttavia la lingua cinese racchiude anche dei vantaggi nascosti che le lingue occidentali non possiedono.
Una grammatica piuttosto semplice

Vista la difficoltà dei caratteri, uno può pensare che la grammatica non sia da meno. In effetti ci sono delle strutture particolari a cui bisogna abituarsi, soprattutto se si è agli inizi, ma più si va avanti più si scopre che le regole da sapere sono poche, soprattutto se paragonate a quelle delle lingue occidentali.
Prendiamo per esempio la lingua italiana. Uno straniero che vuole imparare l’italiano dovrà studiare tutti i tempi verbali (21 in tutto), l’uso delle preposizioni, degli articoli,… senza contare tutte le parole e forme irregolari da imparare a memoria. Se supponiamo poi che questa persona non conosca le lingue romanze, l’impresa che gli spetta sarà ancora più ardua perché dovrà partire da zero.
Al contrario, la persona che inizia a studiare la lingua cinese troverà un percorso più semplificato. Non ci sono articoli e preposizioni di cui preoccuparsi perché non esistono. I caratteri non sono modificabili e questo porta enormi vantaggi: non bisogna studiare nomi irregolari e soprattutto i tempi verbali. Come fanno allora i cinesi a capire se stanno parlando al presente, al passato o al futuro? La soluzione è semplice: basta specificare il momento a cui ci si riferisce (ieri, domani, la prossima settimana,…) oppure aggiungere un piccolo carattere, per esempio il carattere “了”(“le”) che declina direttamente il verbo al passato.
La lingua cinese è più facile dal punto di vista grammaticale, un fattore da non sottovalutare, perché ci permette di dedicare le nostre energie ad altri aspetti.
Parole più veloci da apprendere

La fonologia cinese è composta da un preciso set di sillabe. Ad un primo approccio queste sillabe, anche se poche, hanno un suono molto simile fra di loro, il che può alle volte creare confusione. Pensiamo per esempio a queste parole:
马 “ma” (cavallo), 忙 “mang” (occupato), 买 “mai” (comprare).
La pronuncia di questi caratteri si assomiglia anche se il loro significato è totalmente diverso. Questo può sembrare un altro ostacolo nell’apprendimento della lingua, ma anche qui troviamo una via di fuga che può essere spiegata dal punto di vista neurologico.
Il nostro cervello infatti è predisposto a memorizzare più in fretta le parole più corte ovvero quelle che richiedono meno tempo per essere pronunciate.
Per esempio, se consideriamo alcune parole italiane come “buongiorno”, “giocattolo” o “spaghetti” e le proviamo a tradurre in cinese otteniamo: nihao 你好, wanju 玩具 o mian 面. Si può vedere subito come queste ultime contengano meno sillabe delle prime, il che risulta in un vantaggio nella memorizzazione. Il cervello riesce a immagazzinare molte più informazioni e anche se ci vorrà comunque del tempo perché queste finiscano nella memoria a lungo termine, è pur sempre un aiuto in più rispetto ad altre lingue.
Allenare l’emisfero destro del cervello

Molti concordano sul fatto che i caratteri rappresentano l’ostacolo maggiore della lingua cinese. Un’affermazione che ha il suo fondo di verità perché ci vediamo costretti ad abbandonare l’alfabeto e studiare tutti gli ideogrammi possibili e immaginabili. In realtà non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto. I caratteri sono tanti, ma non sono infiniti. Ce ne si rende conto quando iniziamo a notare che le forme dei caratteri iniziano a ripetersi, segno che ne abbiamo memorizzati già una buona parte. Questo è solo uno degli aspetti positivi.
I caratteri, come tutti sappiamo, sono degli ideogrammi, quindi delle sottospecie di disegni che cercano di rappresentare la cosa a cui si riferiscono. Un metodo che ci induce a soffermarci sull’aspetto esteriore di ciò che ci circonda, stimolando l’emisfero destro del nostro cervello. In quanto occidentali tendiamo a non usarlo molto perché le lingue europee si basano di solito su sistemi fissi e soprattutto sulla grammatica che è proprietà dell’emisfero sinistro.
Imparare la lingua cinese non ci fa solo conoscere una nuova cultura, ma ci apre un mondo anche mentalmente perché andiamo a sfruttare tutte le funzioni celebrali. In particolar modo è il nostro sistema visivo che viene stimolato. Consideriamo per esempio questi caratteri:
人 (ren), 囧 (jiong) e 山 (shan).
Forse a prima vista non ci dicono niente sul loro vero significato, ma una volta spiegato il motivo della loro forma sarà più facile ricordali. Il primo “人”lo si vede già nella foto del libro all’inizio del paragrafo e come potrete notare assomiglia a una persona che cammina. Difatti significa proprio “persona”. Il secondo “囧”è un carattere molto usato nello slang cinese e se lo si guarda bene fa pensare a uno “smile” con la faccia triste e infatti questo carattere indica uno stato di tristezza o imbarazzo. Nell’ultimo “山”invece notiamo che ci sono tre punte. Non vi fa pensare a qualcosa come le tre cime delle Dolomiti? Infatti si può tradurre con la parola “montagna”.
Poche parole di origine straniera? Niente panico!

Nello studio di una lingua straniera alle volte ci possiamo consolare sul fatto che esistono parole inglesi o persino simili alla nostra lingua madre. Termini come computer, email, software sono piuttosto internazionali e quindi possiamo rimanere di stucco quando scopriamo che i cinesi non le dicono quasi mai perché le hanno tradotte nella loro lingua, cambiandone la pronuncia.
Sembra quasi che vogliono metterci i bastoni fra le ruote, ma in realtà hanno semplicemente trovato un altro metodo per adattare le parole straniere. Un sistema che è piuttosto divertente e ingegnoso. Per spiegarlo ci ricolleghiamo al paragrafo dove avevamo visto l’importanza dell’intelligenza visiva. Siccome la lingua cinese ha un set preciso di sillabe che non possono riprodurre tutti i suoni stranieri, si è optato per la scelta di alcuni caratteri che potessero rimandare all’oggetto in questione.
Prendiamo per esempio la parola computer, in cinese 电脑 (diannao).
Questa parola è formata dai caratteri 电 (elettricità) e 脑 (cervello). Se ci si pensa, il computer è una specie di cervello elettrico perché contiene tantissime informazioni e deve essere collegato alla corrente. Come potete vedere, una volta capita l’associazione dei caratteri sarà più facile ricordarsi la parola originale.
Qui di seguito potete vedere altri esempi simili e piuttosto divertenti:
- rugby: 橄榄球 (ganlan qiu) = oliva橄榄 + palla 球
- zoo 动物园 (dongwu yuan) = animale 动物+ giardino 园
- globulo rosso红血球 (hongxue qiu)= rosso 红 + sangue 血 + palla 球
- semaforo 红绿灯 (honglu deng) = rosso 红 + verde 绿 + luce 灯
Il cinese: la lingua del futuro

In questo articolo sono state presi in considerazione solo alcuni dei tanti aspetti della lingua cinese. Si potrebbe andare avanti all’infinito parlando delle curiosità che si nascondono dietro questa lingua, ma già con queste capiamo che il cinese non è così difficile come sembra.
Inoltre bisogna anche tener conto degli enormi progressi fatti nel campo didattico. Studiare il cinese oggi non è come studiarlo cinquant’anni fa. Grazie all’impegno di tanti professionisti, adesso abbiamo a disposizione molti più materiali che possono facilitarci nello studio. Ogni anno aumenta anche il numero di scuole e università che propongono corsi di cinese, sempre più variegati e adatti a tutte le esigenze. Molte scuole di lingue propongono anche corsi online, da seguire in diretta dal proprio computer o tablet.
Ciò può rappresentare un’abilità determinante per il nostro futuro. Ci fa conoscere una nuova cultura, ci allena la mente e ci può anche aiutare nella ricerca di un lavoro. Turismo, marketing, didattica sono solo alcuni dei settori dove la richiesta della lingua cinese è in costante aumento.
Insomma, che sia per passione o per lavoro, la lingua cinese diventerà una realtà sempre più presente in Italia e chi saprà già parlarla partirà con una marcia in più.
Fonti
Abbiati Magda, “Grammatica di cinese moderno”, Venezia, Ca Foscarina, 1998
Abbiati Magda, “La lingua cinese”, Venezia, Ca Foscarina, 1998
Cardona Mario, “Il ruolo della memoria nell’apprendimento delle lingue”, UTET università, 2010
Lingua Coreana – approfondimenti
Lingua Giapponese – approfondimenti









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