E’ noto come la Cina controlli assiduamente tutto ciò che accade nella società cinese contemporanea. La Cina esercita un forte controllo, talvolta asfissiante, della popolazione cinese. Per rendere meglio il concetto, in tutta la Cina, dopo il 2015, innumerevoli telecamere di sorveglianza sono state collegate ai vari database del cloud. Di conseguenza sono spuntate infinite registrazioni di video di sorveglianza in rete, accessibili a tutti. Dragonfly Eyes di Xu Bing le prende e ne fa un’opera cinematografica.
Dalla politica del figlio unico (controllo delle nascite) al Social Credit System (controllo dei cittadini: funziona come un sistema di sorveglianza di massa e sarà basato su tecnologie per l’analisi di big data), la Cina ha da sempre cercato e cerca tutt’ora di tener tutto monitorato in un modo smisurato; un controllo che ci può sembrare spesso disturbante e fastidioso.
Basti pensare alla lunghissima lista dei nostri social network (per esempio Facebook, Instagram, Whatsapp, Google e tanti altri) che in terra cinese sono bloccati e si possono usare solo con l’attivazione del VPN. E’ chiaro come la Cina eserciti un forte controllo.
Dragonfly Eyes di Xu Bing, artista contemporaneo

Nella nostra società siamo tutti monitorati e sorvegliati in qualsiasi momento. Telecamere ci riprendono costantemente in un silenzio assordante. Un famoso artista contemporaneo cinese ha voluto esprimere questa sensazione di forte controllo e monitoraggio sociale. Xu Bing (徐冰) ha creato una singolare opera cinematografica intitolata Dragonfly eyes (Gli occhi della libellula, 蜻蜓之眼, Qīngtíng zhī yǎn).
Mettendo insieme filmati provenienti dalle onnipresenti telecamere sparse per la Cina, Xu Bing è riuscito a creare una storia d’amore e fiction allo stesso tempo.
“State per vedere un film realizzato senza operatori e senza attori”
Xu Bing, introducendo a Locarno il suo esordio su grande schermo.
la trama di 蜻蜓之眼 Qīngtíng zhī yǎn
All’interno della società moderna siamo costantemente ripresi dalle telecamere di sorveglianza, paragonate da Xu Bing alle miriadi di piccoli occhi delle libellule. E’ come se il mondo fosse diventato uno studio cinematografico di grandissime dimensioni, dove tutto e tutti possono essere di fatto sorvegliati e monitorati.
Utilizzando esclusivamente footage proveniente dallo sconfinato database delle telecamere di sorveglianza della Cina, Bing racconta con astuzia la storia dell’amore ossessivo che il giovane Ke Fan prova per la coetanea Qing Ting. Finito in galera per un reato minore, Ke Fan perde di vista la ragazza. Una volta scontata la pena decide di dedicare il resto della vita (e forse qualcosa in più) per rintracciarla e vivere con lei. Ma Qing Ting, da sempre insoddisfatta della sua vita fatta di lavoretti saltuari, ha cambiato nome e identità, reinventando sé stessa e diventando una webstar con lo pseudonimo di Xiao Xiao.
Le banali attività quotidiane si mescolano ad eventi drammatici oltre il regno dell’immaginazione. L’artista ha creato un racconto fittizio di una giovane donna in una Cina moderna. Il risultato è un racconto provocatorio, banale, surreale e bizzarro, esattamente come la realtà stessa.
Purtroppo, il film è stato mandato in onda solo durante svariate mostre in Cina (Pechino) e a Locarno in Svizzera, dove vinse il premio Fabian. Non è ancora disponibile in rete, ma qualora voleste guardarlo, potete tranquillamente contattare l’archivio dell’artista (archive@xubing.com) e vi manderà un link privato e che non può essere condiviso e sarà solo a vostro uso personale.
Trailer di Dragonfly Eyes di Xu Bing
il mondo come un enorme studio cinematografico
È come se Il mondo fosse diventato uno studio fotografico e cinematografico colossale senza fine, ove le innumerevoli telecamere di sorveglianza riprendono tutti e tutto ciò che accade.
I materiali dei video di sorveglianza utilizzati in Dragonfly eyes indicano che la nostra società è ormai diventata una società cinematografica attraverso un controllo tecnologico onnipresente. Ognuno di noi può essere ripreso o fotografato e reggere la cinepresa. E’ facile spiare altre persone attraverso la tecnologia, e queste possono a loro volta spiare noi.
Attraverso la modulazione e la demodulazione della videosorveglianza, le nostre vite possono già essere considerate come dei film. Sono vite estremamente reali e, allo stesso tempo, estremamente illusorie.
Video intervista a Xu Bing
In questa intervista molto interessante Xu Bing spiega le motivazioni per le quali ha deciso di creare un tale singolare lungometraggio.
Fonti
FAN Bei, Shìpín jiānkòng yǔ diànyǐng shèhuì: Shìshí, xiànsuǒ, biǎozhēng, 视频监控与电影社会:事实,线索,表征, [Videosorveglianza e società cinematografica: fatti, filo conduttore e rappresentazione], Chongqing daxue mei shi dianying xueyuan, 重庆大学美视电影学院, Chongqing.
Dipendenza dal digitale in Cina – di Federica Benigno






