Meng Wanzhou libera

Huawei, del padre di Meng Wanshou

Nella notte di sabato 25 settembre, a bordo di un aereo privato mandato direttamente dal governo di Pechino, Meng Wanzhou (孟晚舟), figlia del fondatore di Huawei Ren Zhengfei (任正非), è tornata in Cina. Meng Wanzhou libera è stata acclamata dai media e dalla popolazione cinese, dopo una diatriba politica internazionale durata anni.

Il primo dicembre 2018 la signora Meng, direttrice generale, vicepresidente del consiglio di amministrazione e direttrice finanziaria di Huawei, la più grande società privata cinese, era stata arrestata all’Aeroporto Internazionale di Vancouver dagli agenti del Canada Border Services Agency e interrogata per tre ore.

La polizia canadese successivamente l’ha arrestata su richiesta provvisoria di estradizione degli Stati Uniti, che la accusavano di frode e ritenevano avesse mentito al gruppo bancario HSBC (uno dei più grandi al mondo secondo una stima di Forbes 2020) riguardo alle relazioni tra Huawei e la società sussidiaria iraniana Skycom, al fine di eludere le sanzioni statunitensi contro l’Iran.

Meng Wanshou libera - la signora Huawei
Meng Wanshou libera ha occupato i media cinesi per settimane

LA DISPUTA POLITICA

Il 28 gennaio 2019 il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti l’ha ufficialmente accusata per frode finanziaria. La prima fase dell’udienza di estradizione per Meng è iniziata lunedì 20 gennaio 2020 e si è conclusa il 27 maggio 2020 quando un tribunale della Corte Suprema della British Columbia ha ordinato di procedere all’estradizione.

Il governo di Pechino si è mobilitato immediatamente, iniziando una discussione con Usa e Canada, sostenendo sul Quotidiano del Popolo che la dirigente fosse stata arrestata in un atto di “persecuzione politica” organizzata per “distruggere una delle imprese tecnologiche cinesi”. In realtà la Meng, sebbene si dica innocente, ha ammesso di aver mal interpretato le relazioni tra Huawei e Skycom alla corte. Notizia mai pubblicata in Cina.

La diatriba Cina-Canada-Usa è giunta ad un fine con un accordo tra i Paesi, per il quale la dirigente avrebbe scontato tre anni agli arresti domiciliari in Canada al posto di scontare la pena negli Stati Uniti. Accordo raggiunto grazie alla pressione esercitata dalla Cina, che dal dicembre 2018 aveva incarcerato due cittadini canadesi con l’accusa di spionaggio, anche se Pechino aveva sempre ribadito non fossero arresti dovuti al caso Meng.

America Cina tensioni
Bandiere cinese e americana

IL RITORNO E LA VITTORIA DI PECHINO

Meng Wanzhou, soprannominata dai media cinesi la “principessa” (公主), è atterrata nell’aeroporto di Shenzhen, la città dove vi è la sede centrale di Huawei, a bordo di un aereo governativo, tra la folla che la acclamava a gran voce. Ad aspettarla vi era un nutrito gruppo di giornalisti, cittadini cinesi che sventolavano bandiere e striscioni di benvenuto e cameramen che trasmettevano in diretta streaming, per chi non poteva esservi, le varie fasi dell’evento.

Scesa dall’aereo in abito rosso, ha sfilato davanti alle fotocamere camminando su un tappeto rosso per poi entrare nell’edificio a tenere una conferenza stampa.

La Meng ha ringraziato il presidente Xi sostenendo che “come una comune cittadina cinese che ha sofferto questa situazione ed è stata bloccata all’estero per tre anni, non c’è mai stato un momento in cui non ho sentito la cura e il calore del Partito, della madrepatria e del popolo”.

Effetti della liberazione

Sul social media cinese Weibo la notizia del ritorno di Meng è diventato l’argomento più discusso e milioni di cinesi si dicono soddisfatti del governo, felicitandosi dell’evento. Anche il Partito, attraverso il suo giornale il Quotidiano del Popolo, ha ribadito che quanto accaduto è stato un segnale forte che serve per ricordare agli Stati Uniti che “non una sola forza può scuotere lo status della madrepatria. Non una sola forza può fermare l’avanzare della Cina!”.

Segnale che non solo ha rafforzato il consenso nella dirigenza di Xi, ma ha favorito la diffusione di un senso di patriottismo ancora più elevato alla vigilia della Festa Nazionale della Fondazione della Repubblica Popolare (1° ottobre).

Fonti, Meng Wanshou libera

CNN, Nectar Gan, Freed from Canada, Huawei executive Meng Wanzhou hailed as hero upon return to China, di By Nectar GanCNN Business
New York Times, To Get Back Arrested Executive, China Uses a Hardball Tactic: Seizing Foreigners, di Chris Buckley e Katie Benner
Incontro Cina USA in Alaska – Cultura Coreana (cultura-coreana.it)

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