The Sales Girl di Janchivdorj Sengedorj

Una maid sexy asiatica nel film

The Sales Girl di Janchivdorj Sengedorj, regista e sceneggiatore, è un film della Mongolia del 2021, uscito al Far East Film Festival del 2023.

La storia

Saruul è una ragazza in piena adolescenza, anonima se non bruttina, con brufoli che lei si guarda sconcertata allo specchio, sciatta e distratta nella vita. Un giorno l’amica le chiede di prendere il suo posto al negozio come commessa. Saruul si troverà a lavorare in un sexy shop di Ulan Bator, città dall’urbanistica cosmopolita quindi anch’essa anonima se non bruttina, con un’unica energia aggregatrice di solitudini. La proprietaria del negozio è Katia, donna che le incute un gran timore, donna sfiorita ma ancora portatrice di una certa sensualità e ancora fortemente capace di controllare e dominare gli uomini. Sarà questa ex ballerina che fungerà da portale di nozioni per il raggiungimento  della presa di coscienza di quello che è il punto apicale delle relazioni: il sesso

Saruul capisce che questo rapporto non è casuale, che forse è arrivato il momento giusto per solcare quella porta. Il sexy shop diventerà un bizzarro punto di incrocio di personaggi sconosciuti e conosciuti, come la propria insegnante, insospettabile frequentatrice di tali spazi, figura che Saruul ritrae continuamente creandole attorno degli ambienti tra i più diversi, un modo per affermare la voglia di fuga. I suoi genitori, bizzarra e allegra coppia, le impediscono infatti di frequentare una scuola d’arte, facendole intraprendere un percorso di studi di fisica nucleare. L’arte la circonda anche con l’amico coetaneo, confuso, spinto da sogni di fare l’attore ma già molto disilluso. Egli ha un cane, anch’esso perso in chissà quali stimoli animaleschi, visto che è stanco come il padrone. 

I protagonisti di The Sales Girl di Janchivdorj Sengedorj
Lei, lui e il cane
Saruul e Katia

Saruul stringerà sempre di più con Katia, in un rapporto sempre meno dipendente-proprietaria e sempre più nipote-zia. Katia ha vissuto con passione la propria vita ma adesso vive di malinconia, con quegli anni ‘70 che rivede nel vinile dei Pink Floyd Dark side of the Moon e rivive nel profumo della copertina. “Senti!” dice alla Saruul porgendole la copertina del disco sotto al naso “questo è l’odore degli anni ‘70”. Questa pioggia di ricordi passati, di memorie elaborate e codificate scorre lungo l’anima di Saruul che non comprende ancora bene ma che evidentemente detonerà qualcosa, forse la vera e propria spinta decisiva verso la chiusura della pagina adolescenziale per aprire quella di adulta.

Il film diventa un ‘on the road’ circoscritto in una piccola area di pochi chilometri, perché il viaggio si sente, tra una fermata d’autobus con le cuffie nelle orecchie e una gita in campagna dove incontreranno una bambina che vende per strada buste di funghi. Katia li comprerà tutti per poi cominciare a lanciarli contro Saruul in un gioco di sostituzione di ruoli, dove il grande diventa piccolo e il piccolo diventa grande. Katia, imprigionata nella propria era, libererà Saruul da un bruttissimo ricordo di bambina che continuava a ossessionarla, quello di una vicina gettatasi da una finestra del condominio. Il rito, in linea con la psicomagia, ridonerà alla giovane il coraggio di tornare in quel luogo. Per aprire nuove porte, devi prima chiudere tutte quelle che hai alle spalle.

Sexy shop in The Sales Girl
Il sexy shop e le due protagoniste del film The Sales Girl di Janchivdorj Sengedorj
Prese di coscienza in Sales Girl di Janchivdorj Sengedorj

Il tema del sesso si ripresenta con gli oggetti da fruire tra cui il Viagra. Dopo aver fatto uno dei suoi viaggi in autobus e aver lasciato un pene di plastica attaccato al vetro della finestra, Saruul lascia una pasticca nel te dei genitori e un’altra la dà al cane del suo amico. Ritroveremo il grande cane inseguire altri randagi con evidenti intenti in una scena piuttosto riuscita e i simpatici genitori d’un tratto ringalluzzirsi.

Da parte sua, Saruul si rende conto che l’universo sesso è più complicato di una semplice pasticca che rilancia i desideri. Il rapporto tra donna e ragazzina, una volta messo a fuoco e stabilizzato, troverà il suo punto drammatico quando Saruul entrerà in libertà nella casa di Katia e troverà un uomo disteso, nudo, sul letto, ancora addormentato. Salirà le scale e troverà Katia distesa a terra, mezza svenuta o semplicemente spossata dalla presa di coscienza dell’unicità di questi anni ‘70 o più semplicemente dell’unicità della fase di giovinezza. O semplicemente di non poter costruire più di quello che già non è stato costruito.

Tornata in classe, alla lezione di fisica tenuta dalla professoressa anzianotta dai desideri non ancora sopiti, Saruul non la riprenderà più nei suoi ritratti artistici e invece ricomincerà a prendere appunti. Forse già convinta che, come vedremo, ha deciso di abbandonare studi che lei odia per finalmente iscriversi a una scuola d’arte. 

Saruul si incamminerà verso il proprio percorso di vita attraversando una piazza solare e piena di gente spensierata. I Pink Floyd e gli anni ‘70 si trasformeranno in quello che altro non sono, cioè il capitolo di un libro già scritto, oltretutto da altri. La musica che le risuona in testa mentre cammina quasi saltellando sarà quella di una band giovane (che ogni tanto entra in scena nel film) e sarà l’unico sapore che conterà per lei da adesso in poi: il sapore dell’era in cui si appartiene, il sapore del presente.

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