K-Movie: la nascita del cinema coreano

Film coreani la storia

Nel 2007 l’attrice coreana Jeon Do-yeaon ha vinto come miglior attrice al Festival del Cinema di Cannes per il suo ruolo nel film Secret Sunshine (밀양), e nel 2014 è stata membro della giuria dello stesso festival. I film coreani hanno vinto molti premi nei festival internazionali, ad esempio Im Kwon-taek con Chihwaseon (취화선) del 2002 ha vinto come miglior regista a Cannes, e sempre a Cannes Lee Chang-dong con Poetry (시) del 2010 ha vinto la miglior sceneggiatura. Un Golden Lion è stato vinto da Kim Ki-duk per Pietà (피에타) del 2012 al Festival del Cinema di Venezia, e nel 2018 “1987: When the Day Comes” di Jang Joon-hwan riceve il Gelso d’Oro al Far East Film Festival a Udine. Naturalmente tutti sanno di Parasite di Bong Joon-Ho, che nel 2020 ha fatto incetta di oscar come miglior film, migliore sceneggiatura originale, miglior regia e miglior film internazionale. Gran successo per i K-movie: la nascita del cinema coreano diventa perciò argomento di interesse per molti anche in Italia.

Poetry film coreano
Poetry di Lee Chang-dong
Pellicole d’importazione e kino-drama

Fino agli anni 20, i film importati dall’occidente dominavano i cinema coreani. C’era anche una produzione locale chiamata kino-drama, in realtà un misto di attori veri sul palco e proiezione di immagini di scene girate in esterni. Era un’imitazione dello stile e dei contenuti del melodramma giapponese.

Il primo kino-drama fu Fight for Justice (의리적 구토) del 1919, diretto da Kim Do-san. 300 metri di immagini in movimento mostrano come scenario alcuni luoghi famosi di Seoul, che vengono proiettati nello sfondo dietro cui gli attori recitano dal vivo sul palco. Fight for Justice era un kino-drama d’azione che premiava i buoni e puniva i cattivi. In seguito sono stati prodotti una ventina di kino-drama, fino al 1923, aprendo poi la strada alla nascita del cinema muto coreano.

Cinema muto

Dopo il 1920 c’è stato un boom di film muti educativi, su argomenti quali l’igiene, il risparmio, le tasse da pagare, i miglioramenti dell’abitazione, l’uso dell’energia elettrica, ecc. Lo sponsor fu il Governo coloniale giapponese. Per esempio Una promessa sotto la luna (월하의 맹서) del 1923 è la storia di un fratello e una sorella che si fanno la promessa di risparmiare e risanare le fortune della famiglia, sperperate dallo zio. Viene considerato il primo film di fiction coreano.

Nel 1924 arriva il primo film muto girato e prodotto in Corea: La storia di Jang-hwa e Hong-ryeon (장화홍련전). Racconta la storia di due sorelle, Jang-hwa e Hong-ryeon, abusate fino alla morte dalla loro matrigna. I loro fantasmi appaiono al governatore per chiedere vendetta, concessa nel finale. Il film fu un grande successo.

Nascita del cinema coreano: La storia di Jang-hwa e Hong-ryeon
La storia di Jang-hwa e Hong-ryeon

I film muti diedero origina alla professione chiamata byunsa. I byunsa commentavano i film muti, spiegando la trama e i titoli come succedeva con i sottotitoli nei film occidentali. Davano anche voce ai personaggi. A quel tempo i byunsa  erano delle star e il successo di un film dipendeva anche da loro. Uno spazio per l’orchestra era posizionato davanti allo schermo per fornire un accompagnamento musicale alla proiezione.

Nascita del cinema coreano: Arirang di Na Woon-kyu
Arirang di Na Woon-kyu
Film nazionalisti e censura da parte del Governo coloniale giapponese

Secondo i dati registrati, si produssero 140 / 150 film durante il periodo coloniale giapponese. I produttori coreani volevano girare film nazionalisti con l’indipendenza della Corea come valore, ma l’industria del cinema era soggetta all’oppressione politica e alla censura del Governo giapponese.

Nonostante ciò, nel 1926 Arirang (아리랑) di Na Woon-kyu riuscì a dare un svolta. Arirang è la storia di un uomo malato di mente che uccide il figlio di un ricco proprietario terriero ammanicato con la polizia giapponese. Il film fu ammirato per le qualità estetiche e per il messaggio politico nascosto. Il primo capolavoro cinematografico coreano divenne ispirazione per i giovani cineasta che speravano di girare film basati sui principi del realismo e della resistenza al potere giapponese. La canzone che porta il titolo del film, Arirang, divenne la colonna sonora del movimento per l’indipendenza coreana.

Il Governo coloniale giapponese sentiva però come una minaccia la crescente influenza dei film sul pubblico, e rafforzò la censura. Censurò circa 25.000 metri di pellicola su 19 milioni di metri prodotti nel 1927. I film in lingua coreana furono vietati completamente entro il 1942.

Nascita del cinema coreano: Vagabondo, di Lee Gyu-hwan
Vagabondo, di Lee Gyu-hwan
L’arrivo dei film col sonoro

Negli anni ’30, il progresso in aree tecniche quali la cinematografia, la registrazione del suono e lo sviluppo delle pellicole divenne evidente.

Prima del 1935 l’unica produzione era di film muti. Lee Pil-woo è considerato il pioniere dei film coreani col sonoro, e il padrino della tecnologia cinematografica coreana, dato che ha girato il primo film parlato coreano, La storia di Chun-hyang (춘향전) del 1935. Ha sviluppato una sua tecnologia di produzione del suono assieme ad ingegneri giapponesi. Tuttavia, dato che era difficile trovare abbastanza soldi per produrre film sonori, continuavano ad essere prodotti molti film muti.

Nel 1937, con il successo commerciale di Vagabondo (나그네), di Lee Gyu-hwan, i film sonori divennero la norma. La professione del byunsa scomparì gradualmente con la crescita di popolarità dei film sonori.

La storia del cinema coreano si sviluppa nei decenni seguenti, continuando a produrre capolavori, specialmente nell’età d’oro, gli anni ’50, prima dell’arrivo della dittatura militare che comporterà una forte censura.

Fonti

Kalbi Chiu, Korean Culture Blog
Dean Napolitano, “Jeon Do-yeon joins Cannes jury“, The Wall Street Journal, 2014-04-29
Jennifer Rousse-Marquet, “The unique story of the South Korean film industry“, ina global, 2013-10-07
Youna Kim (ed.), The Korean Wave: Korean media go global, Abingdon, Oxon: Routledge, 2013, pp.9-11
Lee Eun-joo and Lee Hoo-nam, “Giving voice to a time before talkies“, Korea JoongAng Daily, 2008-08-06
Darcy Paquet, “A short history of Korean film“, Koreanfilm.org, 2007-03-01
Kim Mee-hyun (ed.), Korean Cinema: from origins to renaissance, Korean Film Council, 2006

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