La pietà filiale cinese

La pietà filiale

Xiao (pietà filiale, cinese) è il valore morale più importante della Cina. Un concetto antichissimo che trova le sue radici all’interno degli insegnamenti del grande Maestro Confucio (孔子 Kongzi, 551 a.c.-479 a.c.), padre del confucianesimo; un concetto filosofico e di pensiero che ancora persiste e influenza la Cina, con la sua cultura e le sue tradizioni, da ormai millenni.

Il concetto di pietà filiale è da ricercarsi non solo nel Confucianesimo, ma anche nel Taoismo, nel Buddhismo, nel Confucianesimo coreano, nella cultura giapponese e in quella vietnamita. Il carattere 孝 xiao è usato sia in coreano che in giapponese, anche se la pronuncia non è la medesima.

Inizialmente (intorno al 1000 a.C.), il carattere xiao 孝 indicava il fornire offerte di cibo ai propri antenati, e antenati stava a significare sia i genitori vivi che quelli già scomparsi. Confucio è il filosofo maggiormente responsabile di aver reso xiao una parte fondamentale e integrante della società. Ha descritto la pietà filiale e ha sostenuto la sua importanza nella creazione di una famiglia e una società pacifiche nel suo libro “孝经 Xiao Jing“, noto anche come il “Classico della pietà filiale” e scritto nel IV° secolo a.C. 

Lo Xiao Jing divenne un testo classico durante la dinastia Han (206-220) e rimase un classico dell’educazione cinese fino al XX° secolo. Xiao oggi implica una fortissima lealtà e obbedienza verso i propri genitori, verso i propri antenati e, per estensione, verso il proprio Paese e i suoi leader.

la grafia del carattere

Ideogramma cinese

La grafia di questo carattere spiega di per sé il senso ed il concetto di ciò che rappresenta. L’ideogramma è l’insieme di due caratteri rispettivamente 老 (lao = vecchio, antico, anziano) e 子 derivante dal carattere 儿子( erzi = bambino). Lao, come potete notare, sta al di sopra di zi. Dunque, Il figlio sotto il padre è simbolo e metafora di ciò che forma il significato di pietà filiale. Il carattere xiao mostra che la persona o la generazione più anziana è supportata, aiutata, portata avanti dal figlio.

cosa significa precisamente xiao?

La pietà filiale chiede che i figli offrano amore, rispetto, sostegno ai propri genitori e agli anziani della famiglia, come ai nonni e così come ai fratelli maggiori (insomma, a tutti coloro che occupano una posizione “superiore” alla nostra). Gli atti di pietà filiale includono obbedire ai desideri dei propri genitori, prendersi cura di loro quando sono anziani e lavorare sodo per loro, per potergli poi offrire le comodità ed i vizi che si meritano, avendoci messo al mondo e soddisfatto ogni nostra richiesta.

Dopo aver soddisfatto i “capricci” dei figli, i genitori si meritano che questi li aiutino e sostengano una volta anziani. I figli si sentono quasi in una sorta di debito con i genitori. Per riconoscere questo debito eterno, i figli sono invitati e chiamati a rispettarli e servirli per tutta la vita.

Il principio di xiao si applica anche a tutti gli anziani (insegnanti, superiori professionali o chiunque sia più anziano di età) e persino allo Stato. La stessa devozione e altruismo che si dovrebbe avere nel servire la propria famiglia, dovrebbe essere usata anche quando si serve il proprio Paese.

la pietà filiale nella tradizione: il 弟子规

Non esiste soltanto il Classico della pietà filiale di Confucio, vi sono innumerevoli scritti importanti nella tradizione letteraria cinese che trattano del tema in questione, così caro alla Cina. Uno fra questi è il classico Regole per essere un buon bambino e studente (弟子规 Di zi gui). Un testo tradizionale cinese, che insegna ai bambini le regole morali e il giusto comportamento. L’autore è Li Yuxiu, vissuto durante il regno dell’imperatore Kang Xi, della dinastia Qing (1661-1722).

Guida ad una vita felice
Un libro importante per l’educazione dei figli in Cina

Vediamone due esempi insieme.

“Quando un genitore è malato, assaggia le loro medicine. Assistili giorno e notte, senza lasciare il loro letto. Esegui i riti funebri; Organizza le cerimonie con sincerità. Servi i morti, proprio come li serviresti da vivi.”

L’imperatore Wen, della dinastia Han occidentale, fu uno degli esempi della dedizione nei confronti dei genitori. Assaggiò le erbe medicinali di sua madre prima di imboccarla, per assicurarsi che non fossero troppo calde. Ancora oggi la gente ammira il suo modello di condotta virtuosa ed estremamente altruista.

“Anche riguardo alle piccole cose, non devi gestirle in modo capriccioso. Gestirle in tal maniera, danneggerebbe i tuoi principi. Anche se si tratta di una cosa dappoco, non tenerla per te. Tenerla solo per te, renderà tristi i tuoi genitori. “

In antichità, i genitori applicavano severamente queste regole con i loro figli, che se non le rispettavano subivano delle punizioni nell’immediato. Crescendo in questo modo, tantissimi ragazzini divennero formidabili generali, senza alcuna paura e in tante dinastie vi furono funzionari onesti che non erano corrotti e non chiedevano ricompense in cambio del loro servizio.

Un aneddoto sulla morale

Vi è una storia molto famosa che spiega questo concetto, ovvero la storia del generale Qi Jiguang della dinastia Ming.  Qi Jiguang nacque in una famiglia di militari, il padre aveva già 56 anni e, poiché Jiguang era l’unico figlio, lo amava molto. Insegnò personalmente a Qi Jiguang a leggere e a praticare le arti marziali, tuttavia era molto severo per quanto riguardava il carattere morale e la condotta.

Quando Qi Jingtong aveva 13 anni ricevette un paio di scarpe di seta. Mentre camminava avanti e indietro nel cortile con le sue scarpe nuove sentendosi molto soddisfatto, il padre lo vide, lo chiamò nel suo studio e lo rimproverò, arrabbiato:

«Una volta che hai belle scarpe, desidererai indossare bei vestiti e quando avrai bei vestiti, naturalmente sognerai di mangiare buon cibo: alla tua giovane età, svilupperai la mentalità del goderti il buon cibo e i bei vestiti, e così in futuro avrai un’insaziabile bramosia».

«Crescerai così, desiderando il buon cibo e i bei vestiti – continuò il padre di Jiguang – se diventerai ufficiale militare, ti approprierai dei salari dei soldati: se continuerai sempre in questo modo, sarà impossibile che tu riesca a prenderti cura dei tuoi vecchi».

Qi Jingtong venne a sapere in seguito che le scarpe di seta erano un dono del nonno materno di Qi Jiguang, ma ordinò ugualmente al figlio di togliersele e le fece immediatamente a pezzi, per impedire che Jiguang sviluppasse la cattiva abitudine di indulgere nel lusso.

Establish yourself and follow the Way (the Dao), exalting your name to later generations, in order to shed glory on your father and mother: this is filial piety’s fulfillment.

Anne Cheng, Storia del pensiero cinese

curiosità

La pietà filiale cinese
In Cina il rapporto genitori-figli rimane forte fino alla fine

Uno scritto molto attuale sull’argomento è stato pubblicato nel volume Il liuto e i libri, Studi in onore di Mario Sabattini, (a cura di Magda Abbiati, Federico Greselin), Edizioni Ca Foscari, Venezia 2014, pp. 807-830. Il testo è quello di Maurizio Scarpari, intitolato La confucianizzazione della legge. Nuove norme di comportamento filiale in Cina.

Fonti pietà filiale cinese

Holzman, D. (1998). The Place of Filial Piety in Ancient China. Journal of the American Oriental Society,118(2), 185-199.
HSU, F. (1971). Filial Piety in Japan and China: Borrowing, Variation and Significance. Journal of Comparative Family Studies,2(1), 67-74.
Roberts, Rosemary. I fondamenti morali confuciani dell’uomo modello socialista: Lei Feng e i ventiquattro esempi di comportamento filiale”. New Zealand Journal of Asian Studies 16 (2014): 23-24.

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