
Come regola generale, i coreani possiedono un nome composto da tre caratteri cinesi, che vengono pronunciati con tre sillabe coreane. La prima di queste costituisce il cognome, mentre le seguenti due formano il nome. Per legge, i nomi coreani non possono superare la lunghezza massima di cinque sillabe. Ma non sono solo queste le cose che è utile sapere sui nomi, cognomi e titoli in Corea del Sud.
regole di comportamento e nozioni generali
Quando ci si rivolge ad una persona coreana, non è ritenuto assolutamente educato chiamarlo per nome: solitamente viene usato il cognome seguito da un titolo, che può essere un suffisso o una vera e propria parola che rappresenta, ad esempio, l’occupazione dell’individuo a cui ci stiamo riferendo. In tutto ciò, un importante elemento a cui bisogna prestare attenzione è il livello di cortesia con il quale ci si riferisce al proprio interlocutore.
E’ interessante notare come una delle due sillabe che compongono un nome sia talvolta utilizzata per identificare la generazione. Ciò significa che sarà la medesima per fratelli, sorelle e cugini; mentre l’altra sillaba corrisponde al nome personale. Ma di ciò parleremo più approfonditamente nella sezione dedicata.
Le donne, come succede qui in Italia, con il matrimonio non cambiano il proprio cognome, come invece accade ad esempio in Giappone. Naturalmente, parlando in italiano si potrà fare riferimento alla “signora Park” riferendosi alla moglie del signor Park, ma in realtà essa conserva il proprio cognome da nubile. In coreano invece, la medesima signora sarà nominata come “la moglie del signor Park” oppure con il suo nome completo.
Come scrivere correttamente i nomi coreani
Il modo corretto di scrivere i nomi in coreano, come abbiamo già delucidato precedentemente, si ha ponendo prima il cognome seguito dalle due sillabe che compongono il nome. Potrebbero insorgere dei dubbi leggendo un nome coreano trascritto in lettere latine, soprattutto nei giornali, poiché potrebbe capitare che il o la giornalista abbia riportato il nome secondo l’ordine di scrittura italiano che prevede l’apposizione del nome al cognome.
Seongmyeong: i cognomi
Mentre i cognomi italiani risultano essere più di 330.000, i cognomi coreani sono molto meno numerosi. Negli ultimi anni il loro numero è aumentato conseguentemente alla globalizzazione ed al numero sempre maggiore di immigrati, ma comunque oggi giorno non raggiungono neppure i 300 in totale. I cognomi coreani, come già anticipato, solitamente sono composti da un’unica sillaba e vengono suddivisi in diversi bon-gwan (본관): usati per denotare l’origine di un nome e distinguere tra i diversi clan all’interno degli alberi genealogici coreani che condividono lo stesso cognome.
Secondo statistiche governative risalenti all’anno 2000, quasi 10 milioni di persone all’epoca portavano come cognome il carattere cinese 金 (trascritto 김, Kim, in coreano ).
Le diverse trascrizioni in caratteri latini sono fortemente condizionate dall’entusiasmo del popolo sudcoreano verso il continente americano. Infatti, nel momento in un cittadino coreano si trova a dover trascrivere il proprio cognome con le lettere dell’alfabeto latino, è probabile che egli prediliga optare per una trascrizione che renda il proprio cognome coreano quanto più americanizzato possibile.
libertà assoluta nella scrittura del cognome in caratteri latini
Questa assoluta e alquanto personale libertà di scelta nello scrivere il proprio cognome in caratteri latini, unitamente alla bassa considerazione dell’importanza di avere un proprio cognome fisso nel momento in cui ci si presenta in Occidente ci fa comprendere come delle volte, per noi occidentali, possa risultare difficile capire che un individuo sudcoreano che si presenta come Lee possa in realtà essere la stessa persona che in altre occasioni si presenta come Yi, Rhee, Li o semplicemente I.

i caratteri cinesi nei cognomi coreani
A dimostrare l’influenza che la Cina ebbe sulla storia, sulla cultura e sulla lingua coreana è indispensabile citare come tutti i cognomi coreani siano rappresentati da caratteri cinesi. Nonostante la Corea possedesse delle prassi autoctone per quanto concerneva l’attribuzione dei nomi, vi fu un momento storico nel quale l’aristocrazia coreana ritenne opportuno adottare le convenzioni confuciane riguardanti i nomi che erano già largamente adoperate nella vicina Cina. Da alcuni elenchi dei caratteri cinesi utilizzati nei cognomi coreani, e raggruppati secondo l’alfabeto coreano, è possibile notare come una medesima trascrizione in alfabeto coreano o in lettere latine venga usata per una vasta gamma di cognomi differenti. Questo avviene poiché diversi caratteri cinesi presentano un’unica pronuncia nella lingua coreana.
i cognomi più popolari e i cognomi a due sillabe
Molto più della metà della popolazione sudcoreana porta uno dei seguenti dieci cognomi: Kim (김), Lee (이), Park (박), Choi (최), Jung (정), Kang (강), Cho (주), Yoon (윤), Jang (장) e Lim (임).
Vi sono poi poco più di una decina di cognomi coreani composti da due sillabe. Questi possono rappresentare un elemento fortemente di inganno per gli individui non coreani. A maggior ragione poiché, spesso, coloro che possiedono uno di questi cognomi presentano un nome costituito da un solo carattere.
Vi sono poi degli esempi di cognomi stranieri che sono stati naturalizzati come coreani nel corso dei secoli. Naturalmente, la maggior parte di questi hanno origini cinesi.
la divisione dei cognomi in base ai clan regionali
Non tutti i Kim sono gli stessi. I cognomi coreani, nonostante possano essere gli stessi, sono di base divisi secondo i clan regionali, fondati attorno ad un centro o ad un punto geografico d’origine. La storia inoltre ci racconta di come, in Corea, fosse presente una legge che impediva il matrimonio tra individui provenienti dal medesimo clan regionale. Attualmente i clan registrati sono all’incirca 860.
I cognomi impiegati in Corea del Nord sono gli stessi che vengono usati nella Corea del Sud, anche se nella prima nazione nominata non si attribuisce più alcuna importanza all’origine del clan. È interessante notare come alcuni cognomi sudcoreani che per il nostro alfabeto iniziano con una vocale, come ad esempio 이 e 임, nella Corea del Nord abbiano nella pronuncia la erre nomovibrante e quindi diventino rispettivamente 리 e 림.
Ireum: i nomi
Come abbiamo già precedentemente detto, i nomi coreani sono spesso costituiti da due sillabe. Una di questa, tradizionalmente, ha il compito di indicare la generazione biologica del bambino e può comparire in qualsiasi posizione (non deve obbligatoriamente essere la prima sillaba del nome). La sillaba rappresentativa di ogni generazione veniva scelta dal bon-gwan e veniva data per tradizione ai figli maschi al fine di continuare il proprio lignaggio familiare. Oggi questa tradizione è cambiata permettendo anche alle figlie femmine di comprendere questa sillaba nel proprio nome. Alle volte, inoltre, può succedere che questa sillaba venga addirittura omessa.
Attraverso questa sillaba generazionale è possibile capire in quale generazione collocare un individuo e quindi funge anche da indicatore di anzianità tra i membri della stessa famiglia. L’unica delle tre sillabe rimanenti, quindi, costituiva e costituisce l’unico elemento proprio del bambino. Le possibili combinazioni di caratteri potevano essere scelte dal nonno o dal membro più anziano della famiglia, o ancora da un centro di denominazione chiamato jakmyungso (작명소). Questo ufficio, studiando l’oroscopo del bambino, selezionava la sillaba migliore da combinare con il nome generazionale. La decisione finale veniva comunque presa dai genitori del nascituro.

Nomi coreani moderni
Al giorno d’oggi, come abbiamo già detto precedentemente, vi sono casi in cui le persone scelgono di non usare la sillaba generazionale per svariati motivi: alcuni poiché la considerano solo una vecchia tradizione; altri ancora scelgono di non usarla per aumentare il numero di nomi possibili per il loro bambino.
È curioso notare come i nomi propri coreani possiedano un significato letterale. Ad esempio, un bambino potrebbe essere chiamato “virtuoso fratello maggiore”, “fiume leggero” o “fiore di loto perfetto”. I nomi usati per le ragazze riguardano tipicamente elementi quali la bellezza, i fiori, la lealtà e la bontà; mentre i nomi maschili tendono ad avere significati legati a forza, vittoria, prosperità e saggezza.
Titoli
La Corea presenta un’intensa gerarchia di età nella quale i giovani sono più educati e deferenti nei confronti delle persone più anziane, anche se la differenza di età risulta essere solo di pochi anni. In Corea, come citato all’inizio di questo articolo, non è socialmente accettabile chiamare le persone semplicemente con il loro nome, se non nel solo caso in cui ci sia un particolarmente alto livello di intimità tra il parlante e l’interlocutore. Di seguito verranno indicati i modi più corretti per rivolgersi alle persone di nazionalità coreana.
lista dei titoli più comuni
Nome o cognome + 씨 (sshi)
Questo è il modo più completo per rivolgersi a qualcuno. 씨 è la controparte coreana di signore/signora. È un elemento neutro rispetto al genere, costituisce un onorifico ed un modo abbastanza sicuro per rivolgersi a chiunque abbia un’età di cui non si è sicuri. Per usarlo basta porlo dopo il nome della persona a cui ci stiamo rivolgendo
Nome + 야 (ya)
Viene usato allo stesso modo di 씨, ma denota una persona con la quale si ha un livello di conoscenza più intimo come amici e il proprio partner. Tuttavia non può essere usato se l’interlocutore è più grande di età del parlante. Nota grammaticale: se il nome termina in vocale si usa 야, nel caso un cui termini in consonante invece si usa solamente 아 (a).
Professione + 님 (nim)
Questo termine ha la stessa funzione di 씨, tranne per il fatto che va apposto solamente alla fine del titolo o della professione di qualcuno, rendendolo quindi un modo educato di rivolgersi a qualcuno. Questo suffisso segue anche i titoli di lavoro in aziende e simili. E possibile anche anteporre il cognome alla combinazione di professione + 님.
오빠 (oppa)
La traduzione ufficiale della parola è “fratello maggiore” e può essere detta solo da una donna. Oltre ad usarlo come termine per rivolgersi al proprio fratello maggiore, può essere detto anche per riferirsi a ragazzi più grandi con cui si ha un alto livello di intimità. A questo può essere anteposto il nome della persona a fini di specificazione.
형 (hyung)
E’ il corrispettivo di oppa. Ha lo stesso significato, ma può essere usato solamente da ragazzi per rivolgersi a ragazzi più grandi che sono fratelli o amici. A questo può essere anteposto il nome della persona a fini di specificazione.
언니 (eonni)
Il significato è “sorella maggiore” e come oppa, può essere usato solo dalle persone di sesso femminile per riferirsi a sorelle o amiche di età superiore a quella del parlante. A questo può essere anteposto il nome della persona a fini di specificazione.
누나 (noona)
E’ il corrispettivo di hyung. Può essere usato solo dai ragazzi per rivolgersi ad una ragazza/donna più grande di loro o ad una sorella maggiore. A questo può essere anteposto il nome della persona a fini di specificazione.
아주머니 / 아줌마 (ajumeoni / ajumma)
Sono termini che vengono usati per riferirsi ad una donna sposata o di mezza età, un po’ come l’italiano “signora”. Entrambi possono essere utilizzati per chiamare educatamente una donna sposata o di mezza età, ma ajumeoni risulta più educato e cortese.
아저씨 (ajusshi)
Viene usato per rivolgersi ad uomini più anziani che non si conosce molto bene.
아가씨 (agasshi)
E’ un termine usato per rivolgersi a una donna giovane o non sposata. Solitamente viene usato da qualcuno di più anziano.
학생 (haksaeng)
E’ la parola coreana che indica “studente” e può essere usata come termine per rivolgersi a dei ragazzi o delle ragazze che per ragioni ovvie, quali ad esempio la divisa scolastica, sono studenti. Solo le persone che non sono studenti tendono a rivolgersi in questo modo alle persone in età studentesca.
선생님 / 쌤 (seonsaengnim / ssaem)
Queste parole possono essere tradotte come “insegnante”. Seonsaengnim è una combinazione del sostantivo seonsaeng, che significa “insegnante”, e del suffisso onorifico -nim. Ssaem è una contrazione di seonsaengnim che è un po’ più casuale, ma viene usata più comunemente ora. Può anche essere usato per rivolgersi a medici o professionisti al vertice dei loro campi.

Uso dei titoli
Questi sono solo alcuni dei termini e titoli onorifici che vengono usati quotidianamente in Corea del Sud. Ma a questo tipo di denominazione viene data un’importanza particolare, tanto che addirittura all’interno della famiglia si preferisce usare i titoli piuttosto che il nome proprio della persona. Ad esempio, mentre un fratello od una sorella maggiore possono riferirsi ai minori con il proprio nome, sarebbe piuttosto una sorpresa se il minore parlasse improvvisamente al maggiore con il vero nome senza onorifico. Altrettanto complicato risulterebbe un tale atteggiamento nei confronti di genitori e nonni. Gli onorifici e i titoli fungono da indicatori di cortesia e mostrano che il parlante è in grado di capire e riconoscere chi merita rispetto. Di conseguenza, all’interno della famiglia, ricordare il titolo corretto diventa addirittura un’aspettativa sociale.
FONTI
La Corea vista da un italiano per un’introduzione generale
AsiaSociety per i cognomi coreani
Metro e CulturalAtlas per i nomi coreani