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BTS: la musica e l’arte si incontrano in Connect

Connect BTS Italia Kpop

Che la creatività sia in grado di trascendere i confini di lingua, cultura e storia è un fatto riconosciuto globalmente come veritiero. L’arte è in grado di racchiudere in sé il desiderio di rispondere alle questioni del mondo e di comunicare la risposta ottenuta alle altre persone. Quindi, potremmo sostenere che lo sforzo creativo ci fornisce modi differenti per capire il mondo e la vita umana: come messaggi riguardo al passato, al presente ed al possibile futuro, spediti individualmente, ma ampiamente ricevuti. Nei BTS: la musica e la produzione artistica cercando di aiutarci a dare delle risposte.

BTS Italia album
Copertine di album dei BTS

Connect, BTS

CONNECT, BTS rappresenta un progetto globale, tenutosi nei primi mesi dell’anno 2020, che ha collegato cinque città in tutto il mondo e 22 artisti, ognuno con la propria arte, sensibilità e stile. Questo programma è nato, come si può leggere nelle pagine del sito ufficiale, dalla necessità e dalla volontà di “ridefinire il rapporto tra arte e musica, il materiale e l’immateriale, artisti e spettatori, artisti ed artisti, teoria e pratica”. E’ stato portato avanti da curatori artistici provenienti da quasi ogni continente, i quali si sono ritrovati in sintonia e a condividere la filosofia dei BTS.

Questa dichiarazione suggerisce quanto il progetto miri a fungere da collegamento tra le persone, in un mondo iperconnesso nel quale però gli individui, sempre focalizzati sui propri dispositivi elettronici, quasi come se vedessero la propria vita da lontano, filtrata e oggettivamente, spesso si sentono isolati.

Il progetto è stato curato dal direttore artistico Lee Daehyung, il cui percorso lavorativo ha la finalità di connettere diverse persone, idee, intuizioni e generi. Egli è stato anche il curatore del Padiglione Coreano alla Biennale di Venezia del 2017. Sotto la sua direzione, altri cinque curatori artistici (tra cui i direttori di Gropius Bau di Berlino, Serpentine di Londra e High Art Productions di New York) hanno analizzato e riunito i lavoro di 22 artisti tra cui spiccano nomi come Antony Gormley, Tomàs Saraceno e Bill Fontana.

Un messaggio potente a livello mondiale

Prima di addentrarci nell’analisi di questo progetto soffermiamoci a capire perché il curatore abbia scelto di intraprendere questo percorso proprio con la boyband sudcoreana dei BTS. Durante la conferenza stampa tenutasi a Londra, tappa che dava inizio a questo progetto mondiale, Lee ha indicato come ragione principale della sua scelta il “messaggio potente” del gruppo e il valore aggiunto della loro importanza mondiale.

“I BTS sono diventati un gruppo globale degno di nota tra gli artisti mondiali contemporanei”.

Lee Daehyung

Egli ha ammesso di essere rimasto fortemente colpito dalla loro capacità di connettersi con il pubblico in ogni modo, indipendentemente da fattori quali età, sesso e nazionalità. Un elemento molto importante per il progetto, quindi, è rappresentato dalla filosofia dei BTS sotto forma di sostegno alle diversità, e l’amore e la cura per la periferia. I BTS: la musica che aiuta il mondo non è un’utopia, ma una missione.

“Questo progetto incoraggerà l’apprezzamento delle diversità e getterà le basi per la nascita di nuove sinergie. L’arte non può cambiare il mondo, ma possiamo influenzare le persone a farlo”.

Lee Daehyung
Spirito filantropico dei BTS

È risaputo come i BTS spesso utilizzino la propria influenza per aiutare il prossimo e le persone più in difficoltà, si veda la loro campagna tuttora in corso con l’Unicef, ma usano questa loro popolarità anche per essere di sostegno ad altri artisti. Quindi possiamo affermare che la loro partecipazione attiva a questo progetto non rappresenta un elemento di sconcertante sorpresa. Pertanto, i membri dei BTS non sono solamente ballerini, cantanti, icone di moda e artisti a tutto tondo: tramite questo progetto si sono avvicinati anche al ruolo di mecenati d’arte.

Antony Gormley, uno dei 22 espositori di questo progetto, ha sottolineato come il gesto dei BTS sia stato molto aperto e generoso. In aggiunta, egli ha poi affermato che “il mondo dell’arte tende a parlare a sé stesso. Noi, l’industria della cultura, prediligiamo le biennali, i musei e le fiere d’arte. Ma l’arte è un dono, ha senso solo quando è condivisa”. Attraverso questo progetto, quindi la band sudcoreana offre un omaggio alla diversità e all’originalità, cercando di rendere possibile la diffusione dell’arte ad un pubblico quanto più ampio e giovane. CONNECT, BTS cerca quindi di creare un’esperienza collettiva che potrebbe rappresentare solo l’inizio di un nuovo modo di comunicare tra arte, musica e persone.

BTS: la musica e l’arte a New York
BTS, Connect – La mostra a New York
BTS: la musica K-pop e l’arte contemporanea

Hans-Ulrich Obrist, direttore artistico del Serpentine ha dichiarato quanto l’arte contemporanea provasse interesse per il K-pop e viceversa, ma ha poi posto ulteriormente l’attenzione sul fatto che questo progetto rappresenta la prima volta in cui la musica pop coreana ha effettivamente prodotto dell’arte contemporanea.

RM, membro nonché leader del gruppo, ha riaffermato l’entusiasmo e l’onore dei BTS nell’essere parte del progetto sostenendo “abbiamo sentito tanto parlare di come questo mondo non abbia bisogno di arte, ma pensiamo che questa sia una grande sfida per tutti noi artisti di generi diversi, crediamo nella parte dell’arte che può aiutare a cambiare il mondo”, pensiero condiviso da tutti e 7 i ragazzi. Altri componenti del gruppo hanno aggiunto di voler essere in grado di rendere questo mondo davvero connesso e soprattutto un mondo in cui le diversità che tutti abbiamo non rappresentano un elemento di divisione quanto piuttosto un fattore di comunione e di maggiore unione.

Jungkook, il membro più giovane, ha espresso come ciò che per lui sia stato maggiormente significativo è il modo in cui l’opera d’arte è stata completata attraverso l’esperienza delle persone che la ammiravano. Ciò sottolinea un elemento di similitudine tra l’arte contemporanea e la musica ossia quanto la partecipazione del pubblico risulta fondamentale in quanto è l’unico elemento in grado di rendere completa un’opera d’arte o un evento musicale. Taehyung, conosciuto con il nome d’arte di V, con le sue parole ha invitato gli spettatori a non pensare che l’arte sia un qualcosa di difficile e complesso, ma piuttosto a concentrarsi sulle proprie esperienze ed emozioni mentre si ammira un lavoro artistico.

BTS: la musica e l’arte a Berlino
BTS, Connect – la mostra a Berlino

Le mostre del progetto BTS, Connect

I visitatori di queste particolari mostre possono ammirare questo lavoro esperienziale gratuitamente presso le sedi in cui sono collocate le opere oppure anche online attraverso il sito web ufficiale del progetto.
Le città scelte per ospitare le diverse installazioni sono state Londra, Berlino, Buenos Aires, New York e naturalmente la capitale della Corea del Sud, Seoul.

Londra – “Carthasis” dell’artista danese Jakob Kudsk Steensen

Questo lavoro porta il pubblico a svolgere un viaggio simulato attraverso una foresta immaginata. L’artista si è interessato alla possibilità di intrecciare l’immaginazione con la tecnologia e l’ecologia, sviluppando una realtà virtuale. “Catharsis” rappresenta infatti la simulazione di un’antica foresta, che è riuscita a svilupparsi indisturbata per centinaia di anni. L’audio e l’ecosistema simulato sono costruiti da strutture 3D e suoni raccolti in vere foreste del Nord America.

BTS: la musica e l’arte a Londra
BTS, Connect – la mostra a Londra
Berlino – “Rituals of Care” di Stephanie Rosenthal e Noémie Solomon

“Rituals of Care” è una serie di performance di oltre 17 artisti internazionali che abbraccia coreografie sperimentali, pratiche di guarigione, ambienti sonori e riunioni di gruppo. Questo lavoro esplora le condizioni necessarie del condividere e del prendersi cura dell’ambiente, del mondo fisico e mentale e degli altri esseri umani. Abbracciando a pieno l’obiettivo del progetto di creare collegamenti tra le persone.

Buenos Aires – “Fly With Aerocene Pacha” di Tomás Saraceno

Quest’opera vuole essere una dichiarazione contro la crisi climatica attuale. In un comunicato stampa che precedeva l’inaugurazione di questo evento si può leggere: un essere umano “fluttuerà nel cielo alimentato solo dal sole e dall’aria che respiriamo”.

Il 28 gennaio 2020 ha segnato il giorno della partenza dell’Aerosen Pacha e dei suoi piloti che inizieranno un viaggio sognato da sempre, volando liberi nel cielo, sollevati solo dal sole e dall’aria, senza alcun tipo di alimentazione energetica.

BTS: la musica e l’arte a Bueno Aires
BTS, Connect – la mostra a Buenos Aires
New York – “New York Clearing” di Antony Gormley

L’opera è un disegno quantistico che inverte la geometria euclidea dell’architettura e consiste in 18 chilometri di tubi di alluminio che si avvolgono su se stessi all’infinito, senza un inizio né una fine. Gormley ha affermato durante la conferenza stampa che il suo obiettivo era quello di creare un’opera che non presentasse alcun tipo di barriera.

Seoul – “Green, Yellow, Pink” dell’artista britannica Ann Veronica Janssens

Costituisce un’esperienza nella quale lo spettatore deve guardare attraverso la nebbia verde, gialla e rosa. L’installazione ha la capacità di conferire materialità alla luce stessa. Questo momento sensoriale causa in ogni individuo sensazioni differenti: alcuni possono provare eccitazione, altri un senso di smarrimento e vertigini. Riempiendo spazi chiusi con della nebbia artificiale colorata, l’artista crea una situazione nella quale il visitatore si confronta con la propria personale percezione dello spazio ed anche con la propria percezione interiore.

Le mostre di BTS, Connect a Seoul
“Beyond The Scene” dell’artista coreana Kang Yi-yun

Il pezzo di questa artista si distingue dagli altri lavori presentati in questo progetto in quanto è collegato direttamente ai BTS, promotori dell’evento. Come parte della sua ricerca, Kang Yi-yun, che risiede a Londra, si è confrontata con fan del gruppo di ogni età, sesso ed etnia. Tramite questo confronto è riuscita a capire quanto la dedizione sia profondamente radicata nel messaggio della band che affronta storie coinvolgenti e relazionabili a molte persone nel mondo. L’espositore sostiene che è necessario lavorare insieme per andare oltre le scene globali attuali (politiche, sociali, economiche, finanziarie ecc) per ricollegarci e rendere il mondo più inclusivo e sostenibile. Pertanto, ha deciso di intitolare il proprio lavoro “Beyond The Scene”, titolo che rappresenta anche un’entità estesa della band.

Riflettendo su ciò, Kang ha creato un ambiente audiovisivo coinvolgente: lo spazio è avvolto da proiezioni su larga scala che mostrano tracce di movimenti umani, ispirate alle coreografie dei BTS. Le immagini poi vengono mescolate con animazioni digitali e aprono una dimensione immaginativa che si espande oltre la facciata esterna. Questa operazione di mappatura proiettata può essere intesa in termini di “persona” o “identità”, per nascondere o rivelare. Gli spettatori possono quindi navigare tra fisico e virtuale, superficie e profondità, materiale ed immateriale.

Per i più curiosi, le foto di tutte le opere ed i video di presentazione di esse possono ancora essere visionati sul sito ufficiale del progetto.

Fonti

Sito ufficiale Connect, BTS  
What Does ‘Connect BTS’ Mean? Here’s How Some Armys are Preparing for ‘Map of the Soul: 7’ di Julia Dzurillay, dal sito Showbiz CheatSheet
BTS e il pop coreano di successo – Cultura Coreana (cultura-coreana.it)
BTS: il documentario in Italia – Cultura Coreana (cultura-coreana.it)

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